lunedì 2 settembre 2013

RITORNIAMO AL PENSIERO POLITICO

Bruno-La-Menzadi Bruno La Menza - Siamo ormai avvezzi a un linguaggio politico un po’ stantio e sterile. Ci siamo fermati e soffermati a parlare di persone, di esseri saliti sul palcoscenico della politica con più o meno onore per staccarci sempre più dalle idee e dal pensiero.
Ogni tanto mi viene il sospetto che tutto ciò non sia casuale. Anche noi nel nostro blog ci siamo troppo spesso soffermati ad analizzare le condizioni dei nostri politici, tralasciando il pensiero e le idee.
Nei paesi a democrazia avanzata i soggetti attivi politicamente entrano ed escono col garbo e il rispetto delle istituzioni. La loro forza resta nella capacità di farsi ricordare e al limite girare il mondo presentando le proprie memorie su libri che hanno alterne fortune.
Da noi siamo appesi da tempo immemore alle vicende extrapolitiche dei nostri governanti che hanno potenziato il loro status economico con la politica e viceversa.
Matteo RenziAttualmente si assiste al gioco delle parti fra falchi e colombe nel Pdl e fra renzisti e antirenzisti nel PD. I risultati di queste querelle sono abbastanza sconsolanti: Il governo si muove in maniera asfittica con norme che non scontentino il Cavaliere che a giorni alterni minaccia di fare rompere il giocattolo se non gli viene dato il famoso “salvacondotto”.
Nel PD, come al solito, si aspetta di trovare un qualcosa che consenta una sconfitta dignitosa, accollandosi la parte meno gradevole per gli italiani.
Alfano, per esempio, a denti bianchissimi spiegati, ha comunicato paternalisticamente che c’era una bella notizia per gli italiani.
Abbiamo soppresso l’IMU. Saccomanni e Fassina, invece hanno comunicato che c’è una nuova tassa e che non sarà evitato l’incremento dell’IVA. La strana sindrome di autoflagellazione del PD ormai è palese.
Angelino AlfanoSarebbe stato più utile che Letta comunicasse sull’IMU e Alfano sull’IVA? Non so, ma sospetto che quel mezzo punto elettorale che è stato attribuito al centrodestra, forse sarebbe stato più equamente diviso con gli altri.
Ma torniamo al tema iniziale:
La bomba ad orologeria innescata da Berlusconi, che aspetta il nullaosta a continuare le sue attività politiche indipendentemente dalle pene accessorie e soprattutto dai risultati degli altri processi, porta una disattenzione inaccettabile rispetto alle strategie governative circa i temi sociali, le politiche del lavoro, le politiche dell’istruzione, le politiche industriali.
Non parliamo poi della panzana sulla riforma elettorale, vituperata da tutti in campagna elettorale e leccata da tanti per paura di essere eliminati dalla scena politica.
Partirei da questi temi per la prossima riunione degli amici di PoliticaPrima che spero il buon GGG (Gian Giuseppe Gattuso) convochi al più presto.
Magari potremmo iniziare a uscire allo scoperto come micro pezzetto della società civile con qualcosa che sposti l’attenzione verso altre cose.
So che alcuni di noi non condividono questa impostazione, ma temo che la solidarietà ai personaggi politici, all’analisi di scenari apparentemente elevati nei partiti (guerre intestine etc.), comporti un omologazione e un adeguamento allo statu quo che non ci appartiene come storia comune e personale.
Bruno La Menza
02 settembre 2013













13 commenti:

  1. Nel momento in cui una persona preparata politicamente e con esperienze giovanili forti di ideologie rivoluzionarie, come Bruno La Menza propone un argomento serio ed impegnativo, il blog si ammutolisce. L'invito di Bruno a tornare al "pensiero politico" ci coglie impreparati, perché forse molti di noi non sanno neanche cosa sia il pensiero politico e se un tempo lo sapevano hanno sicuramente disimparato dopo 20 anni di populismo, di culto della personalità, dei riflettori sempre puntati addosso, a una persona non politica senza idealità, ne contenuti ideologici, ne tanto meno pensiero politico. Nella patologia del berlusconismo ci è stato propinato il partito azienda e come una partita di calcio il suo fondatore è sceso in campo trasformando i cittadini in tifosi di forza Italia invece che forza milan. Di tutto il pensiero politico del 900 è stato fatto strage ed il partito azienda ha introdotto un po' di fumo liberal-democratico, disintegrato il pensiero socialista, criminalizzato il pensiero comunista, reso residuale il pensiero cattolico-democratico e scimmiottato il pensiero radicale a fasi alterne(oggi abbiamo visto il ritorno di fiamma con Pannella). Pertanto Bruno... io ti chiedo di quale pensiero politico parli ? di quello socialista? Neoliberista? Cattolico-democratico? O magari(come provocazione)...al pensiero politico di Macchiavelli legato al principe o monarca? E qualsiasi pensiero politico non dovrebbe partire dai bisogni naturali dell'uomo, dal bisogno di democrazia, uguaglianza e giustizia sociale? Tu pensi che oggi ci siano spazi di pensiero politico alternativo al "neoliberismo sfrenato" per di più aggravato dalla globalizzazione? E come la mettiamo con le strutture sovranazionali come l'Europa e la moneta unica? E come la mettiamo con i movimenti non ideologici come il grillismo? Se tu hai un'idea di pensiero politico innovativa, proponila, magari dopo aver rimosso l'anomalia, anzi patologia berlusconiana. Cordiali saluti.

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  2. Opportuno l'articolo di Bruno La Menza, giusti gli interrogativi del dott.Vullo, provo a dare la mia interpretazione, ed in ogni caso la mia opinione.
    La fase del piangersi addosso e della lamentazione ad oltranza, credo si vada inesorabilmente chiudendo.
    Gli inutili ed infine ridicoli lacrimatoi vanno chiusi o disertati.
    Occorre che ognuno torni ad impegnarsi in prima persona con una partecipazione vera, diretta e propositiva.
    Ciascuno si spenda e si identifichi a favore di qualcosa che gli è più vicino, o al limite meno lontano.
    Vestiamo i panni di cittadini consapevoli ed impegnati, a servizio del nostro stesso sentire, confrontiamoci sulle cose e sui valori,non abdichiamo più a nessuno, ciò che verrà fuori sarà colpa o merito nostro, smettiamola con i totem di qualsiasi colore, dietro i quali nascondere la nostra ignavia.
    Torniamo alla politica reale, con una sua fisicità, dove persone vere si incontrano in luoghi veri,e trovino li' la sintesi di una azione positiva e plurale, uomini che si impegnano e che rispettano altri uomini che si impegnano a difesa di idee e di orizzonti differenti.
    Ognuno è se stesso e non deve essere più un tifoso del primo guru che si presenta a suo nome.
    Forse quello mio è oramai un sogno irreale, però se partendo dal nostro blog, partendo dalle nostre diversità ed ognuno per la sua strada, ci si cominciasse ad impegnare sul serio, forse potremmo rappresentare un buon esempio per tanti.
    E comunque basta piangersi addosso e non fare proposte di alcun tipo, comincia ad essere penoso e ridicolo.
    La politica è corrotta per intero, la chiesa anche, i giornalisti anche, gli avvocati anche, i medici anche, i magistrati anche, le forze dell'ordine anche, i pubblici dipendenti anche, i sindacalisti anche, i farmacisti anche, gli operai rubano .... e allora che vogliamo fare?
    Io direi di smetterla e basta.

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    1. a parte che arrivati ad una certa età rimane poco da impegnarsi, mi chiedo "non sei stato anche Tu un pubblico dipendente pubblico" ?

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  3. Bravo Volpe. Condivido.

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    1. Errore evidente.Non Del Prioncipe ma
      Del Principe, Nino Del principe.

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  4. Pasquale Nevone3 settembre 2013 18:12

    Positivo l'articolo di Bruno La Menza, che reputo un salutare "colpo d'ali" nel dibattito del nostro blog.
    Mi associo alle perplessità di Pino Vullo. E già, i problemi e gli uomini pubblici che li determinano, o non sono capaci di governarli, non sono opinioni, ma rimangono macigni in mezzo alle nostre gambe.
    Mi piace, e pertanto accolgo con giubilo, l'invito dell'amico Sergio Volpe di "smetterla e basta" di lamentarci.
    Amici, sono d'accordo con tutti voi, riuniamoci e ripartiamo con uno strumento nuovo più forte ed incisivo: un nostro movimento, piccolo ma ambizioso, minimamente strutturato ma massimamente liquido.Può funzionare.
    Fra l'altro fra pochi mesi si aprirà la campagna delle elezioni europee 2014, e forse non solo quelle..
    Insomma, sta finendo il tempo delle chiacchere. E' ora di sbracciarci le maniche.

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  5. Noto con piacere che il mio intervento ha scaldato qualche motore.
    La mia proposta e' palese o quasi, ma voglio esplicitarla un po' meglio al fine di evitare malintese autoreferenzialita'che di fatto in questo settore non mi appartengono.
    Dopo mesi,forse anni, di analisi dello stato politico in cui versiamo, un gruppo di noi dovrebbe prendersi la briga e il gusto di mettere in campo le proprie energie e le proprie capacita' di aggregare attorno ad uno o piu' pensieri le persone che possono e devono riconoscersi in essi.
    Capacita' di esprimerle senza essere depositari di un verbo (appositamente minuscolo).
    Lo schema dialettico arrogante che imperversa su tutti i mezzi di comunicazione esistenti non mi attrae e non mi trascina; non per i toni usati, ma perche' dietro non colgo quasi mai un pensiero reale; un qualcosa che mostri vera sensibilita' verso la "Persona".
    La facilita' con cui dimentichiamo cosa succede attorno a noi, per tornare immediatamente ai temi macro-economici e poi ai problemi relativi alle caratteristiche personali dei governanti ormai mi procura nausea.
    L'unico laico vero che vedo in giro e' il Papa; ma com'e' possibile tutto cio???
    Non voglio piangermi addosso o addosso a qualcun altro, ma reputo indispensabile, partendo dal vantagio sociale e culturale che mi sento addosso, di iniziare a riprendere seriamente un qualcosa di politico vero.
    Partiamo con il perdonare a noi stessi gli errori fatti.
    Caro Sergio, Caro giangi, caro Vullo e Caro Nevone: peccati veniali erano, futtemunninni.

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  6. scusate, ma si e' interrotto il mio pc., stavo aggiungendo tutti gli altri che scrivono su questo blog ma ritengo che si sentano uguamente coinvolti.
    non continuo il mio pensiero senno' qualcuno mi puo' accusare di neo-nevonismo applicato.

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  7. Come non cogliere l'invito di Bruno, ci voleva. Dopo un'estate di pro e contro, di pregiudizi, di troppe parole al vento. Bene, é arrivato il tempo di passare alle idee, a quegli ideali che ci entusiasmavano e che hanno spinto milioni di giovani all'impegno politico, alle battaglie spesso anche aspre. Ma sempre benefiche.
    E allora mettiamo a frutto la nostra esperienza, la nostra voglia di esserci. Ancora.
    Ovviamente, come sempre, ci vuole buona volontà, impegno, e tempo. Forza, amici di PoliticaPrima, al lavoro. Venerdì 6 dalle ore 16.00 non prendete impegni. C'é la riunione di PoliticaPrima.

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    1. Mio caro direttore mi scuso con te e con gli amici di politica prima, perché giusto venerdì parto per Roma per il battesimo della nipotina. CMQ riguardo all'ordine del giorno: ritorno al pensiero politico volevo fare una notazione: è encomiabile ma generico l'invito dell'amico La Menza è giusto finirla con i piagnistei e le sterili lamentazioni. Invece è utile tornare ad un minimo di elaborazione politica, il tipo di società, di economia, di diritti, doveri, politica estera, sanità, scuola etc. che vogliamo. Quindi per me l'ordine del giorno cosi andrebbe formulato: quale pensiero politico per il nostro blog e politica prima? L'umanità nel corso dei secoli ha elaborato un pensiero filosofico e poi politico multiforme. Siamo passati dall'uomo delle caverne e dalla legge del più forte, alla forza della legge e del diritto. Abbiamo sperimentato, la monarchia, la dittatura, e finalmente la democrazia. Poi all'interno delle democrazie i grandi pensatori dell'800 e novecento hanno posto il problema della "proprietà privata", se i mezzi di produzione dovessero appartenere allo stato o al singolo, il quale(singolo) per esempio può smontare le proprie macchine e spedirle in polonia, oppure Marchionne chiudere la fiat in Italia e trasferirla in America etc. Certo i vecchi pensatori dell'8-900 non avevano previsto: la globalizzazione, l'Europa unita, l'euro. Ma una cosa avevano prevista il "bilderberg" di oggi corrisponde ai padroni di allora. Tutto questo lo dico perché bisogna fare chiarezza nel tipo di visione politica-economica e istituzionale che vogliamo. Il blog deve fare delle scelte e poi impegnarsi coerentemente anche sui referendum. Non possiamo dire e fare tutto ed il contrario di tutto. Per esempio nel nostro blog quale è il pensiero politico di Vullo-Pepe,(se ce l'hanno). Nel caso specifico mi sembra nettamente contrapposto , riconoscendo democraticamente tuttavia, pari dignità sia alla destra che alla sinistra. Naturalmente Mussolini, Hitler, Stalin, non riconoscevano questa pari dignità. Ecco i vantaggi della democrazia, puoi discutere, ma poi bisogna scegliere e decidere a maggioranza. Buon lavoro.

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  8. Cesare Mattaliano4 settembre 2013 11:37

    Mi aggiungo per la prima volta ai commenti degli amici di politicaprima grazie anche all’articolo di Bruno La Mensa che definisco di grande stimolo intellettivo. Non per questo condivido in toto il suo pensiero ma soltanto per il timore che, ancora una volta, tale riflessione possa apparire generica ed alimentare, sempre di più, l’antipolitica. Non è certamente il caso di Bruno considerato il suo impegno politico e sociale costantemente attivo, ma ai lettori il nostro pensiero deve essere chiaro, netto deve essere un messaggio diretto senza nascondere alcun retro pensiero. Sposo invece fedelmente quanto affermato da Sergio Volpe nel delineare una società sempre pronta a scaricare le proprie responsabilità, le proprie contraddizioni nei confronti del capro espiatore di turno (piove governo ladro) ignorando l’immobilismo, la superficialità, l’incapacità di azione, di scuotimento delle coscienze, tutto ciò accresciuto dalla cd. morte dei partiti storici che ha prodotto la fine dell’idea classica di rappresentanza politica, facendo si che la soluzione dei problemi di una società sempre più alla deriva, fosse affidata a soggetti terzi come i “movimenti” che, a mio avviso fino ad oggi non hanno prodotto nulla di concreto, tranne che dividere le singole coscienze. Sono d’accordo sul fatto che occorre rifondare la politica, ma lo si deve fare a partire dalla rappresentanza delle classi sociali, soprattutto di quelle medio - basse alle quali occorre oggi dare risposte concrete. Monitoriamo il lavoro dei nostri rappresentanti politici, sosteniamoli nelle scelte che appaiono adeguate, non demandiamo esclusivamente a loro la soluzione dei problemi ma ciascuno di noi faccia la propria parte, partecipi al dibattito politico proponendo idee in un contraddittorio che possa essere di crescita democratica, superando ogni barriera ideologica in favore del bene comune. Ritorniamo al “Pensiero Politico” riappropriandoci dei luoghi deputati al confronto. Ritengo questo il vero scatto in avanti che potrebbe “riaprire” la politica come pensiero e come progetto.

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  9. Pasquale Nevone5 settembre 2013 17:10

    Plaudo alla proposta di Gianni per l'incontro "reale" e non "virtuale" degli amici di questo blog.
    Mi spiace non potere essere presente per personali motivi di salute abbastanza impegnativi.
    Se fosse un incontro di preghiera, direi: "pregherò per voi".
    Ma siccome si tratta di ben altro, allora dico: "in bocca al lupo", e fatemi sapere.
    Comunque prometto ( o meglio minaccio ) che non appena "mi arripigghiu" sarò nuovamente "o firriu".
    Intanto vi leggerò.

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  10. Cari amici l'incontro si è tenuto ieri a Villa Castelnuovo, eravamo in cinque, molti di meno degli invitati: Ci siamo detti quello che potevamo e abbiamo comunque preso delle decisioni, perchè così non può più andare e dobbiamo organizzarci, nel blog, perchè somigli meno a tutto ciò che non ci piace, fuori dal blog per fare delle cose in direzione di quello che ci piace. FGM

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