giovedì 13 agosto 2026

I MIGRANTI. MERCE ELETTORALE?

di Domenico Spatola - "Che mi importa di mio fratello? Non sono il suo custode!". Così rispose Caino a Dio, sulla sorte del fratello Abele. Si rinnova a cliscé contro i migranti. Il cristiano non può non amare il prossimo. È la qualifica distintiva, per cui Gesù ci riconosce "suoi". "Amatevi come io vi ho amato". È il comandamento nuovo di Gesù senza alternative. Ricadremmo altrimenti nella logica di Caino. I nostri politici parlano alla pancia della popolazione, perché vedano nel migrante il pericolo e non un fratello bisognoso

da aiutare e con cui costruire l'umanità più giusta. Si spendono miliardi per la guerra, nella Europa fratricida che si frammenta rancorosa e senza amore si inseguono gli individualismi in ciascuna Nazione, e non si riesce a tradurre a beneficio dell'umanità, soprattutto quella più infelice e dolente, il bene ereditato in millenni di Storia. "Accogliete il forestiero" dice la Bibbia, aggiungendone la motivazione: "perché anche voi siete stati forestieri".

Ormai con lo paura dello straniero, si pecca di Umanità, senza commuoversi dinanzi ai bambini e ai ragazzi che cercano un futuro. Fuggono da situazioni di estrema miseria, causata da politiche locali miopi e accentratrici in favore di tribù in perenne lotta. Spesso anche cacciati dai nuovi padroni: cinesi, russi e americani che si sono impossessati delle loro terre. Che prospettive hanno? Dovremmo elogiarli perché vanno cercando come migliorare il loro futuro. "Non possiamo accoglierli tutti" è l'ossessione ricorrente, che vorrebbe tacitare la coscienza "caina". Se fossimo a loro posto? Dice la Bibbia: "non fare agli altri quel che non vuoi sia fatto a te" e Gesù volge in positivo: "Fai agli altri quel che vuoi sia fatto a te". Questo vuol dire essere "cristiani", fino a "dare la vita per i fratelli".

Frà Domenico Spatola

13 agosto 2026

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