La sua elezione, la Meloni la ritiene da Dio, perché "investitura del popolo sovrano". Va detto che anche le opposizioni possono vantare altrettanto ruolo. Le sue promesse elettorali, registrate mentre faceva benzina, sull'abolizione delle accise, come sono finite? Prevale la "ragion di Stato", come prevalsero le motivazioni per riportare in Libia il pluripregiudicato Almasri, ricercato dalla polizia di mezza Europa. Il governo italiano lo ricondusse, con volo di Stato, trionfalmente nella sua Terra. Gli investimenti in armi da acquistare da Trump, per l'obbligo imposto dal padrone americano, come anche i dazi supinamente indiscussi dall'Europa e subiti anche dall'Italia per l'amicizia con Trump. Che ne ottenne la Meloni? Il pubblico disprezzo da ripudio. Come va l'economia in Italia? A due velocità, sempre più distanti tra loro: quella dei ricchi e delle banche che ringraziano la Meloni per i profitti insperati, e mai tassati i loro spregiudicati guadagni. Se non fosse per la UE, saremmo come uno Stato sudamericano. E l'altra dei poveri che aspettano il turno negli ospedali alla "Godot", le scuole in attesa di manutenzione.
La Legge elettorale che con affanno il Parlamento è costretto a votare senza contraddittorio, vuole essere l'alternativa alla legge del "Premierato" che alla Meloni preme e teme tuttavia che come impopolare le venga bocciata, perché deturpa la Costituzione. Il "caso Ranucci" fu risolto in tutta fretta, con le forze cammellate di La Russa, di Fratelli d'Italia e di Forza Italia e della Lega. Poteva essere una voce pericolosa per le prossime elezioni. Intanto Vannacci, regalo della Lega, professa ostinato, il cambiamento di tutto, con la rivoluzione somigliante a un "colpo di Stato". L'esercito con lui avanza. "E lo stato di diritto?" ci chiediamo. "Per governare, meglio - è la risposta - quello della forza". Trump e i dittatori del momento orientano. Le dittature affermate con le estreme Destre (e domani in Sassonia il rischio di un loro avanzamento e controllo è più che elevato), si fanno più aggressive. Cosa chiedeva la plebe romana agli imperatori per lasciarsi governare? "Panem et circenses". "Pane e divertimento" erano lo specchietto per le allodole, a sottomettere le masse. Questo e altro, con la foga da solita "pasionaria" e timbro di voce leggermente nasale, ha gridato la Prémiere, ieri dal palco di Bari, ad una folla di fans, chiamati ad applaudire consensi più che a riflettere.
Frà Domenico Spatola
05 settembre 2026

L'agonia più lunga
RispondiEliminaCome dura a lungo un governo?
RispondiEliminaYes Usa, Yes Europa, Yes multinazionali, Yes banche. Applausi quotidiani da RAI, Reti Mediaset, Giornali, Social, galoppini e influencer a pagamento.
E scusate se è poco.
Io sono un fan di padre Spatola e perciò mi astengo dal commentare 😄
RispondiElimina