La voglia di supremazia del potere esecutivo che possa limitare i poteri della magistratura, legiferando sulla sua necessaria indipendenza, riporterebbe l'Italia a un secolo addietro o attualmente troverebbe in Orban o in Trump il modello di potere allegramente determinare ciò che è buono e ciò che è cattivo. Il Kaos. Basta chiedersi come il governo Meloni abbia approvato questa legge in Parlamento, dove nessuna proposta, o obiezione fatta dalle opposizioni è stata recepita, così è stata approvata a furia di maggioranza. Come un "diktat", scritto e intoccabile. Non è il metodo democratico adottato dai Costituzionalisti fondatori, che erano rappresentanti dell'intero arco repubblicano.
Tale legge può favorire una parte, come con candore ineffabile, ebbe a dire il ministro della giustizia Nordio, per calmare l'opposizione. Tradì le sue reali intenzioni: "Non vi lamentate - disse - questa legge oggi serve oggi a noi. Quando sarete voi al potere, servirà a voi". Mi inquieta il fervore che i parlamentari di maggioranza, mettono per l'affermazione di questa legge, che rimane un "vulnus", e la magistratura dovrebbe rivendicare, come in gran parte fa (vedi Gratteri, Mattei... ) perché il "rischio" dell'uomo o della donna della Provvidenza (di infelice memoria) è dietro l'angolo, e a limitarne lo straripare di potere, non ci saranno argini di difesa, e il prossimo che comanderà, potrà come Trump, dire: "La legge sono io".
Frà Domenico Spatola
15 marzo 2026
Frà Domenico Spatola
15 marzo 2026




Poche, semplici e chiare parole veritiere. Bisogna votare NO in difesa della Costituzione.
RispondiEliminaSono convintissimo che bisogna impedire che vengano modificati alcuni punti della Costituzione, perché è evidente che se questo Governo ci tiene cosi tanto lo fa esclusivamente per il proprio tornaconto, non certo a favore del popolo.
RispondiEliminaQuindi NO senza ombra di dubbio.
Sempre e solo NO
RispondiEliminaSinceramente non capisco quelli che citano errori giudiziari a sostegno di questa riforma, quando persino chi l'ha proposta l'ha detto in tutte le salse che non influisce sulla giustizia !
RispondiEliminaOvviamente, sono vittime ignoranti della propaganda e perché non sanno neppure cosa vanno a votare.
È paradossale!
Infatti, con il sorteggio previsto, senza distinzioni, potranno essere eletti proprio quei magistrati autori di indagini e sentenze con errori giudiziari clamorosi e poco noti quotidiani.
A molti toglierei il diritto al voto per manifestare ignoranza!
I magistrati dovrebbero essere super partes come i re delle moderne monarchie costituzionali. e non dovrebbero scendere in politica nemmeno quando sono in pensione
RispondiEliminaIo sono un fan di padre Spatola e perciò non commento, ma gli auguro tutto il bene del mondo
RispondiEliminaNon dimentichiamo il calvario giudiziario di Enzo Tortora innocente !
RispondiEliminaE niente Giangiuseppe, alcuni non vogliono assolutamente capire, sono legati da un filo morboso e non lasciano spazio al sapere, documentarsi e riuscire a comprendere lo stravolgimento, a tornaconto, che vogliono attuare questi pseudo politici che stanno “Sgovernando” la nostra Italia.
RispondiEliminaMai come ora dal dopo guerra.
“Ahi serva Italia,
di dolore ostello,
nave senza nocchiere in gran tempesta,
non donna di provincie, ma
bordello”.
Stamani su Radio 3 a Prima Pagina è stata letta l'intervista del Ministro Nordio sul Giornale. Dunque il 16 marzo 2026 a circa 3 mesi dal lancio del referendum il Ministro ci dice che la cosa importantissima di questa riforma costituzionale ovvero i decreti attuativi che metteranno a terra la stessa riforma li discuteranno con i Parlamentari. Ma si può sapere che cosa pensano dei cittadini italiani? Ma se nell'arco dei quattro passaggi parlamentari a tre mesi di distanza uno dall'altro non hanno cambiato neanche una virgola della loro riforma perché dovremmo credere che dopo aver incassato l'umiliazione dei Magistrati con il sorteggio e il bazzuca in mano al Capo di Gabinetto del Ministro andranno a mettersi d'accordo con chi? Se il NO avrà un larghissimo consenso e perché i 2/3 del Parlamento non ha accettato questa riforma quindi hanno sprecato il nostro tempo e i nostri soldi.
RispondiEliminaUn particolare grazie a Frà Domenico Spatola per il suo contributo alle ragioni del "NO". Aggiungo un altro contributo, quello di Enrico Grosso:
RispondiElimina"GIUSTO DIRE NO"
LA RIFORMA NORDIO HA UN IMPATTO DIRETTO NELLA VITA CONCRETA DI TUTTI.
E quindi, se passa la riforma Nordio, la diminuzione dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura avverrà. Avverrà perché si abbasseranno i presidi che quell’autonomia e indipendenza garantiscono in concreto. La Costituzione continuerà a declamare, senza più garantire, quel fondamentale principio, asse portante e pietra angolare dello Stato di diritto.
Dunque noi continueremo con forza a ribadirlo, coi nostri cartelli e con la nostra voce, resistendo a ogni intimidazione, che di giorno in giorno si fa più violenta e cattiva. I giudici, sì i giudici, e non solo i pubblici ministeri, se passa questa riforma, saranno meno indipendenti, più a rischio di soggezione di fatto alla politica. Saranno meno indipendenti perché saranno meno liberi, perché un giudice è davvero libero, se deve prendere decisioni “scomode”, solo se non è impaurito, se non è intimidito. A questo serve un CSM elettivo e rappresentativo, con maggioranza di magistrati che garantiscano davvero l’autogoverno. Così volle il costituente, e non lo volle a caso. Lo volle perché fosse organo di difesa attiva della magistratura dalle ingerenze del potere politico, quelle ingerenze che nel corso del fascismo erano state continue e persistenti. Ecco, io non voglio che i giudici siano “ricondotti”, come ci ha detto in un impeto di verità il sottosegretario Mantovano, a quel modello di magistratura, gerarchizzata e prona alla politica, che la Costituzione ha voluto cancellare.
(Enrico Grosso, professore ordinario di diritto costituzionale nell'Università di Torino)