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giovedì 25 dicembre 2025

LA NUOVA SFIDA PER LA SICILIA SI CHIAMA ISMAELE LA VARDERA?

di Maurizio Alesi - C’è un filo rosso che lega le inchieste giornalistiche di un tempo, le telecamere de Le Iene e gli scranni dell’Assemblea Regionale Siciliana. Quel filo ha il nome di Ismaele La Vardera. Classe 1993, palermitano di Villabate, La Vardera rappresenta oggi una delle figure più atipiche e dirompenti del panorama politico isolano. La carriera di La Vardera non segue i canoni classici della politica. Inizia giovanissimo come giornalista d'inchiesta in prima linea contro la mafia e il malaffare, per poi approdare a Mediaset. 

La sua celebre candidatura a sindaco di Palermo nel 2017 – trasformata in un documentario-denuncia, Italian Politics for Dummies – fu un "cavallo di Troia" mediatico che svelò i meccanismi opachi del consenso elettorale e i tentativi di avvicinamento della criminalità organizzata. Tuttavia, quella che sembrava una provocazione artistica si è trasformata in un impegno istituzionale concreto nel 2022, quando viene eletto deputato all'ARS con un exploit di preferenze. Da allora, il suo ruolo di Vicepresidente della Commissione Antimafia lo ha visto protagonista di denunce che hanno rotto il tradizionale "bon ton" parlamentare. 

Uno dei pilastri dell'azione di La Vardera è stata l'offensiva contro le gestioni opache del patrimonio costiero siciliano. Il caso più emblematico è lo scontro con la società Italo Belga, storica concessionaria della spiaggia di Mondello. La Vardera non si è limitato a criticare la durata secolare delle concessioni, ma ha denunciato pubblicamente la presenza di logiche mafiose e condizionamenti criminali all'interno della gestione della spiaggia simbolo di Palermo. Ha portato il dossier direttamente in Commissione Antimafia, documentando come certi asset economici siano rimasti per troppo tempo zone grigie, impermeabili al controllo pubblico e vulnerabili agli interessi dei clan. Per La Vardera, "liberare Mondello" non è solo una battaglia balneare, ma un atto di liberazione della dignità siciliana dai tentacoli dell'omertà imprenditoriale. Tutti sapevano della gestione opaca della società ma nessuno, prima di Ismaele, aveva osato prendere posizione girandosi dall’altra parte. 

Forse l'episodio che ha creato più scalpore e isolamento politico per La Vardera è stata la denuncia dei "finanziamenti immorali". Con un atto di coraggio senza precedenti per un deputato in carica, ha denunciato pubblicamente come alcuni suoi colleghi parlamentari avessero veicolato ingenti fondi pubblici regionali (attraverso emendamenti ad hoc e la gestione della Tabella H) verso associazioni culturali, sportive o assistenziali riconducibili direttamente ai loro familiari o stretti congiunti. “Mentre i siciliani non hanno l'acqua nelle case, il Palazzo finanzia l'associazione della moglie o del fratello del deputato di turno”, ha denunciato in aula e sui social, facendo nomi e cognomi. Questa battaglia contro il clientelismo "parentale" ha segnato una linea di confine netta: da una parte la vecchia politica dei favori, dall'altra l'idea di una spesa pubblica basata esclusivamente sul merito e sul bisogno collettivo. Recentemente, La Vardera ha scoperchiato un altro caso che ha scosso il governo guidato da Renato Schifani. Il deputato ha denunciato un sistema di trasferimenti che avrebbe sottratto medici specializzati dalle corsie degli ospedali siciliani — già in drammatica carenza di personale — per "comandarli" presso gli uffici degli assessorati regionali. Secondo quanto emerso dalle sue denunce, questi medici "privilegiati" (tra cui figurerebbe anche la moglie del sindaco di Palermo), avrebbero ottenuto incarichi amministrativi che avrebbero portato a un triplicamento dello stipendio rispetto al lavoro in ospedale. La Vardera ha evidenziato il paradosso di una sanità siciliana al collasso, con liste d'attesa infinite, mentre professionisti della salute vengono trasformati in burocrati di lusso per scelta politica.

Dopo essere stato il braccio destro di Cateno De Luca nel movimento Sud chiama Nord, La Vardera ha scelto la strada dell'indipendenza. Una rottura consumata per "distanze siderali" di visione e per la volontà di non scendere a patti con logiche di coalizione che avrebbero potuto annacquare le sue battaglie. Ha così fondato un proprio progetto civico, un "atto d'amore" per la Sicilia che punta a raccogliere i delusi di ogni schieramento: CONTROCORRENTE. Il suo messaggio punta dritto al cuore di una generazione: quella dei cinque milioni di siciliani sparsi per il mondo. "Dobbiamo ridare un cuore alla politica", ripete spesso, criticando un governo regionale che definisce paralizzato e troppo prono ai diktat romani. Cosa cambierebbe con La Vardera Presidente? L'ipotesi di una presidenza La Vardera poggia su tre pilastri fondamentali:

• Legalità Intransigente: Forte delle denunce sul campo, propone l'istituzione di controlli preventivi ferrei su ogni euro erogato dalla Regione, eliminando la discrezionalità che alimenta il voto di scambio.
• Rivoluzione Generazionale: Rappresenta una Sicilia giovane che rifiuta l'emigrazione forzata, puntando su trasparenza e concorsi puliti invece che su conoscenze e parentele.
• Politica del Fare: Promette una gestione pragmatica focalizzata sulle emergenze quotidiane (crisi idrica, rifiuti, infrastrutture) togliendo ossigeno ai giochi di potere dei palazzi che hanno bloccato l'isola per decenni.

Naturalmente, la strada è in salita. La Vardera deve scontrarsi con macchine elettorali collaudate che non gli perdonano di aver "tradito" il silenzio dei corridoi. La sua sfida è dimostrare che l'entusiasmo e il coraggio della denuncia possono trasformarsi in una solida capacità di governo, capace di gestire una macchina burocratica complessa come quella della Regione Siciliana. Per molti siciliani, Ismaele rimane il ragazzo che non ha paura di guardare in camera e dire la verità. Se quel coraggio basterà a vincere la rassegnazione di un popolo, sarà la storia politica dei prossimi anni a deciderlo.

Maurizio Alesi

25 dicembre 2025

24 commenti:

  1. Una voce nel deserto che, finalmente, denuncia e mette a nudo le nefandezze di una politica corrotta e complice del malaffare, un politico giovane ma con tanta grinta e coraggio. Era anche ora !

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  2. Se l'odierna opposizione in Sicilia saprà coagularsi intorno a Ismaele, la partita è apertissima.

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  3. Ismaele La Vardera è da attenzionare senza lasciarsi prendere da un facile entusiasmo. Non c'è dubbio che comincia a rappresentare una realtà dopo la vicenda "strana" della sua candidatura a sindaco di Palermo finita poi in un film. Allora cascarono nella "trappola" personaggi di altissimo livello come Giorgia Meloni e Matteo Salvini.
    La battaglia per la regione siciliana è un'altra cosa. Si tratta di scontrarsi con apparati e interessi enormi che hanno la capacità di coalizzarsi per ottenere i risultati voluti. Io non so se Ismaele possa rappresentare il rimedio per la Sicilia, ho seri dubbi e voglio osservare le dinamiche che si muoveranno intorno al suo movimento. Vedremo.

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    1. Con tutte le complicazioni che possono essere rappresentate da un sistema di potere incancrenito e stratificato che tenterà di ostacolare la sfida di La Vardera rimane il fatto che, finalmente, i siciliani avranno un candidato forte, credibile, coerente e coraggioso, fuori dagli schemi tradizionali che ha imbroccato la strada giusta per un cambiamento reale e possibile. A mia memoria non ricordo un'alternativa così netta. Il resto dipenderà da noi.

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    2. Giangiuseppe, concordo, sostanzialmente, con le tue considerazioni, ma dobbiamo tener presente che ormai, soprattutto in Sicilia, per rimuovere un sistema che si basa da decenni e decenni su determinate dinamiche di apparentamento, di clientela, di nepotismo, di corruttela, e di illecita gestione dei soldi pubblici, non è sufficiente un movimento e un politico. Occorre un meticoloso e attento lavoro di coesione e di aggregazione di forze sane e partiti che si riconoscano principalmente come pronti a combattere, senza titubanze, il predetto sistema, e che siano unite e in grado di convergere verso un programma molto chiaro in tema di pulizia ( raccolta differenziata nei quartieri ), viabilità e traffico, cura del verde pubblico, appalti di grandi opere da fare e in cantiere - es. verifica e rifacimento dei manti stradali di tutta la città - , monitoraggio della sicurezza in città, soprattutto la sera, pressione fiscale sui cittadini, etc... da presentare agli elettori. Diversamente, la vedo molto dura.

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    3. Giangiuseppe, per certi versi mi ricorda il primo Orlando con il suo partito La rete.
      Anche Leoluca sembrava rompere quel sistema di omertà che aleggiava allora. Spero non faccia la stessa fine ma per adesso mi sembra l'unica valida alternativa insieme ai 5 stelle

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  4. Abbiamo già dato con l’esperienza del M5S …

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  5. Ogni tanto si lascia prendere la mano e aggiunge nelle sue denunce un po' di fantasia alla realtà. Per esempio la moglie di Lagalla, laureata in medicina, non ha mai fatto il medico e da decenni, a seguito di un concorso è entrata come funzionario amministrativo in Regione. Lei come anche altri.
    Lo stesso si è fatto prendere la mano aggiungendo qualche fantasia a verità processuali in materia di mafia. Per chi vuole fustigare i costumi e combattere mafia e malaffare incorrere in queste sbavature non è ammesso.

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  6. Parli di "sbavature" anzichè valorizzare l'azione di denuncia e di proposta forte che sta portando avanti un poco più che trentenne costretto a girare scortato. Le indagini che ha sollecitato Ismaele però non parlano di sbavature che forse vedi solo tu. Le procure si sono attivate e stanno lavorando sui casi da lui sollevati. Hanno sbavature anche le procure?

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    1. Maurizio Alesi non contesto il ruolo, nè le buone intenzioni. Ma chi si assume questo ruolo difficile deve essere inattaccabile, come per esempio, fatti i debiti distinguo, Ranucci, Carofiglio, Gabbanelli, Bersani. Se fustighi I costumi non puoi "abbellire" la verità come nel caso della moglie di Lagalla che, lo sanno tutti, pur laureata in medicina, il medico non l'ha mai fatto, ed è dipendente con funzioni amministrative della Regione da decenni e peraltro non è la sola. Altrimenti offri il fianco a facili risposte e consenti a quelli che a ragione contesti di svilire le critiche tue e quelle degli altri.

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  7. Concordo con te, ma se il popolo siciliano vuole il cambiamento e va a votare, potrebbe nascere il cambiamento. Sicuramente lo dico in (aramaico) sta faciennu scrusciu.

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    1. E' uno scruscio di cui sentivamo un'assenza totale. Finalmente è musica per le orecchie dei siciliani onesti, e che diventi un orchestra.

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  8. Un pò troppo esibizionista e commediante, a mio modesto parere. Quando effettua i suoi interventi, sembra di assistere ad una arringa da serial americano, tipo law&order. Una sorta di "Giarrusso 2 la rivincita"... Speriamo non faccia la stessa fine da cioccolataio...

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    1. Con la profondità dell'analista politico guardi solo ai fattori estetici. Nulla da dire sul merito delle sue battaglie? Sono gli stessi argomenti che usano i suoi nemici per delegittimarlo evitando di parlare del merito. Il paragone con Giarrusso è lunare. Certo che come commediante , uno che fa aprire inchieste giudiziarie e fa incazzare la mafia, è un unicum. Di solito i commedianti quando si spengono le luci della ribalta cambiano registro. Vedo che preferisci i politici veri, quelli che non recitano, che non sono esibizionisti tipo quelli della maggioranza di Schifani. Stà lì la vera rivoluzione, altro che Ismaele.

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  9. Bisogna vedere se i siciliani capiscono che è ora di cambiare.

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  10. Rispetto il tuo pensiero ma credo che abbiamo bisogno di dargli fiducia non avendo alcuna possibilità di aggrapparci ad altro e d instillare dubbi a proposito va solo contro i nostri interessi…al momento siamo tutti al capolinea!

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  11. La Vardera potrebbe rappresentare una autentica novità nel panorama politico regionale, così come potrebbe essere un bluff, una bolla di sapone destinata a sparire dopo una serie di gradevoli evoluzioni. Rimane il fatto che solo la sua di voce non è sufficientemente a rivoluzionare il modo di pensare dei siciliani, rimarrebbe la voce di colui che grida nel deserto!

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  12. La sua sola voce non è certo sufficiente per vincere le elezioni e cambiare la Sicilia. Ma non cominciamo a mettere il carro davanti ai buoi e incoraggiamo quella (ancora) singola voce , affinchè diventi una sinfonia.

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  13. Si vedrà se La Vardera avrà qualche possibilità di riuscita a seconda del rilievo mediatico che riuscirà ad avere. Se gli daranno lo spazio giusto vuol dire che lo avranno già accettato. Altrimenti...NISBA

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    1. Si dimentica che la notorietà di La Vardera nasce e prospera sui social. Il rilievo mediatico se lo prende da solo senza che qualcuno glielo debba concedere. Si vadano a vedere i numeri del consenso che ottiene ad ogni post pubblicato. Altro che nisba.

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  14. La situazione politica SICILIANA ha suscitato molte discussioni e preoccupazioni tra i cittadini... Le sfide affrontate dal governo attuale, tra cui la competenza linguistica e la trasparenza, sono argomenti di grande importanza per il futuro dell'isola.
    È fondamentale che i rappresentanti del governo abbiano una solida padronanza della lingua italiana, non solo per comunicare efficacemente con i cittadini, ma anche per redigere documenti ufficiali come decreti e bandi. Tuttavia, ci sono preoccupazioni riguardo alla preparazione linguistica e amministrativa di alcuni membri del governo, che spesso si affidano a dirigenti e segretari, visto con gli occhi miei, dirigenti e i segretari che svolgono un ruolo cruciale nel supportare Assessori. Tuttavia, è essenziale che i rappresentanti eletti abbiano la capacità di comprendere e redigere documenti complessi autonomamente. La distinzione grammaticale, come quella tra il soggetto e il condizionale, è solo un esempio delle competenze necessarie per una gestione efficace e responsabile.
    Un altro aspetto preoccupante è rappresentato dalle raccomandazioni politiche, che portano molti giovani a trasferirsi altrove per trovare opportunità migliori. Questo fenomeno è spesso associato a pratiche di favoritismo e corruzione, che minano la fiducia dei cittadini nel governo.
    I giovani italiani meritano un sistema equo che offra opportunità basate sul merito e sulla competenza, piuttosto che su raccomandazioni e favoritismi. È necessario lavorare per creare un ambiente in cui tutti possano avere accesso alle stesse possibilità di successo.
    La corruzione è un problema persistente che affligge molte istituzioni. Le accuse e le indagini in corso su diversi politici sono un chiaro segnale della necessità di riformare e rafforzare gli standard etici nel governo.
    In regioni come la Sicilia, la politica onesta è spesso vista come un'eccezione piuttosto che la norma. Tuttavia, ci sono ancora figure impegnate a portare avanti un'agenda di trasparenza e integrità.
    Il cammino verso una politica più onesta e competente è lungo e richiede l'impegno di tutti i cittadini, nonché dei leader politici disposti a promuovere il cambiamento. Solo attraverso una partecipazione attiva e un dialogo aperto si potrà costruire un futuro migliore per la NOSTRA SICILIA.

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    1. Chiedere alla nostra classe politica di possedere una certa competenza linguistica, o di essere in grado di redigere documenti ufficiali come decreti e gare pubbliche è pia illusione. Penso alle facce di molti membri del governo che hanno reso ridicolo il nostro Paese come la Santanchè, Del Mastro, Urso, Nordio, Bernini e quasi tutto l'esecutivo. Basti pensare con quanta superficialità e incompetenza, un vice premier come Salvini abbia gestito il progetto (smontato opportunamente dalla Corte dei Conti), sul Ponte di Messina. Io francamente, mi accontenterei anche di politici muti, che non parlino proprio ma che realizzino puntualmente i loro programmi, con il prezioso aiuto degli uffici competenti: legali e tecnici e che parlino attraverso i loro atti concreti. Questo purtroppo non succede e, francamente, non saprei cosa farmene di una classe politica di governo più erudita, perfetta nella forma e vuota nella sostanza.

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